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Tra i conoscitori del Toyota Production System non è una novità il fatto che quest’ultimo si origini dalla “scarsità”. Nel poverissimo Giappone del dopoguerra, l’Ing. Thaichi Ohno fu costretto a fare di necessità virtù per riuscire a far sopravvivere sul mercato quella Toyota che, in quel momento, era poco più che una PMI, ma che nei successivi cinquant’anni sarebbe cresciuta fino a diventare uno dei primi leader del mercato automobilistico mondiale.

Fino a qui niente di nuovo, sapevo della scarsità di mezzi e di materiali, e sapevo che tale povertà aveva contribuito all’individuazione dei 7 muda (sprechi) da combattere.

Ciò che non sapevo è che la scarsità era tale da influenzare, oltre che il modo di gestire il processo, anche la logica di progettazione del prodotto. Il blog “allaboutlean.com” riporta infatti la foto di questo camion prodotto da Toyota nel dopoguerra.

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Notate nulla di stano? Ebbene sì…ha un solo fanale! Per risparmiare materiali, i progettisti avevano infatti eliminato i componenti “ridondanti” dotando il camion di un fanale solo e, anche se non si vede dalla foto, avevano eliminato anche altre componenti (tra cui i freni posteriori).

Del resto non è un caso che dall’altra parte dell’oceano, solo pochi anni prima, in pieno periodo bellico, Lawrence Miles della General Electric avesse elaborato il Value Engineering, teoria che mirava a scomporre la distinta base del prodotto per eliminare componenti inutili e individuare componenti e materiali sostitutivi a quelli che in tempo di guerra divenivano scarsi.

È curioso da dire, ma a quanto pare la scarsità di risorse ha decisamente contribuito a definire alcune tra le migliori metodologie di progettazione e organizzazione del ‘900: è proprio vero che non tutto il male viene per nuocere!

ono

Consulente e formatore in ambito Lean per SOGES S.p.A., sono inoltre docente a contratto di Lean Enterprise presso la Facoltà di Ingegneria Gestionale dell’Università Carlo Cattaneo (LIUC) di Castellanza (VA). Questo blog nasce per fornire il mio contributo alla diffusione della cultura lean in Italia, nella convinzione che per sopravvivere e prosperare in un mercato globale sempre più sfidante sia fondamentale che le nostre imprese interiorizzino queste metodologie e questo modo di pensare.

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