Seleziona una pagina

tre-sorelle

Il tema del Problem Solving ha sempre affascinato molto sia i consulenti che i manager aziendali, tutti in cerca del metodo definitivo e migliore per la risoluzione dei loro grandi e piccoli problemi organizzativi o di qualità.

Con questo post vorrei aiutare i lettori a fare un po’ di chiarezza riguardo ai più comuni cicli di problem solving utilizzati in ambito lean, in modo tale che ne possano fare un utilizzo il più possibile efficace e consapevole.

Troppo spesso, infatti, quando erogo un corso di Problem Solving in azienda mi trovo davanti a persone che, non essendo state adeguatamente formate al riguardo, sono convinte che A3 e 8D siano semplicemente dei “moduli da compilare” perché richiesto dalle procedure aziendali.

Di conseguenza, riprendo questa buona distinzione fatta da Kaizen Factory integrandola con qualche considerazione personale.

All’interno del mondo Lean/WCM possiamo elencare almeno tre metodologie base di Problem Solving:

  • Il ciclo PDCA, detto anche Ciclo di Deming o di Shewart, è il più classico dei cicli di problem solving utilizzati in ambito lean. Usato per problemi di media entità, vede la sua fase principale nel Plan (intesa come approfondimento del problema), e nell’Act (ultima fase) la riapertura del ciclo stesso nell’ottica del miglioramento continuo. Il foglio A3, riguardo al quale è stato scritto molto, altro non è che un modo di sintetizzare e guidare efficacemente il ciclo mediante l’uso di un modulo di formato A3 diviso in 8 step. Il vantaggio dell’A3 è di fornire all’applicazione del ciclo uno strumento visual che favorisce la collaborazione del gruppo di lavoro. Il tempo di risoluzione di un problema di media entità affrontato con questo tipo di ciclo può andare da una a qualche settimana.
  • Il ciclo DMAIC è l’approccio di problem solving utilizzato nel mondo Six Sigma/Lean Six Sigma. Sostanzialmente, si tratta di un PDCA a 5 step utilizzabile per la contestualizzazione di problemi di grande entità, riguardo ai quali si hanno a disposizione grandi moli di dati. Il tempo medio di risoluzione di un problema affrontato con questo tipo di ciclo è solitamente di qualche mese.
  • Il ciclo 8D/PSP nasce invece in ambito militare. È stato infatti utilizzato per la prima volta dagli Stati Uniti durante la Seconda Guerra Mondiale col riferimento “Military Standard 1520”, per poi essere ripreso dalla Ford nel 1987 con un manuale dal titolo “Team Oriented Problem Solving”. Da quel momento, il metodo si è largamente diffuso nel mondo automotive. È sostanzialmente una variante del PDCA con un forte focus sulla reazione di tamponamento veloce del problema, finalizzata a ridurre al minimo eventuali lamentele del cliente (per esempio, nel caso di consegna del prodotto errato al cliente). Proprio per questa ragione, i primi 3 step dell’8D andrebbero completati entro tre giorni. Il PSP è sostanzialmente una variante dell’8D, con caratteristiche analoghe utilizzata in ambito aerospaziale.

metodologie

Come si può evincere da quanto detto finora, al di là dell’orizzonte temporale di riferimento (più lungo nel caso del DMAIC, più corto nel caso di 8D e PDCA) i passi logici dei tre metodi sono sostanzialmente molto simili e finalizzati ad aiutare un gruppo di lavoro a studiare un problema in modo scientifico, per poterne eliminare le cause alla radice.

Proprio per questo, molti degli strumenti metodologici proposti dai tre cicli, quali per esempio i “5 perché” che avremo modo di approfondire in successivi post, sono assolutamente analoghi.

Oltre a queste tre celebri sorelle, esistono diverse altre metodologie di problem solving molto affascinanti. Molti di questi metodi, al pari dell’8D, si sono purtroppo originati in ambito bellico: sfortunatamente, le guerre creano situazioni che costringono ad affinare l’ingegno…

Tra le tante che si possono citare vi sono sicuramente Triz, metodo euristico volto alla risoluzione di problemi in modo creativo che si origina in Russia a partire dal 1946, e il celebre Kepner-Tregoe.

I creatori del metodo KT sono stati i primi a ipotizzare che si possa insegnare alle persone a pensare in modo critico attraverso un metodo specifico, e la loro esperienza fu portata dallo Strategic Air Command delle forze aeree americane sino alla Nasa.

donna

KT è infatti il metodo che fu utilizzato anche per risolvere i tanti inconvenienti della famosa missione Apollo 13, che fu senza dubbio uno dei fallimenti di maggior successo della storia.

Tornando al modulo A3, è interessante notare come quest’ultimo non sia l’unico metodo di management che si avvale di un foglio per aiutare un team di lavoro a strutturare il proprio approccio mentale: l’affascinante metodo del Business Model Canvas utilizza infatti un tipo di soluzione simile per guidare un gruppo di manager nella definizione del proprio business model. Ma questa è un’altra storia…

E quanto a voi, qual è il metodo di problem solving che adottate nella vostra azienda?

E soprattutto: riuscite ad applicarlo con profitto?

Consulente e formatore in ambito Lean per SOGES S.p.A., sono inoltre docente a contratto di Lean Enterprise presso la Facoltà di Ingegneria Gestionale dell’Università Carlo Cattaneo (LIUC) di Castellanza (VA). Questo blog nasce per fornire il mio contributo alla diffusione della cultura lean in Italia, nella convinzione che per sopravvivere e prosperare in un mercato globale sempre più sfidante sia fondamentale che le nostre imprese interiorizzino queste metodologie e questo modo di pensare.

Share This