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eraclito

Spero che Eraclito mi perdonerà per questa incauta citazione del suo motto in un post che, in realtà, ha ben poco a che fare col suo pensiero filosofico, ma che riguarda senza dubbio il concetto di flusso e il modo affascinante in cui quest’ultimo incrocia due campi della conoscenza umana…

Per gli esperti di Lean la parola flusso (flow in inglese) è senza alcun dubbio uno dei termini chiave per la definizione del modello snello. Il concetto di flusso, strettamente collegato alla colonna del Just-In-Time del modello Lean, è estremamente importante e richiama la capacità dell’organizzazione di far fluire ciascun prodotto all’interno dei propri processi, aggiungendo valore per il cliente.

Womack e Jones ne danno una bella definizione, che riporto qui sotto.

lean-enterprise

Solitamente, è invece meno noto agli esperti di Lean il significato che questo termine ha in Psicologia, campo nel quale il termine flusso, o esperienza ottimale (spesso citato nel linguaggio sportivo come trance agonistica), è uno stato di coscienza in cui la persona è completamente immersa in un’attività.

Il Flow è definibile, in questo campo, come lo stato mentale che prevede il totale coinvolgimento dell’individuo: focalizzazione sull’obiettivo, motivazione intrinseca, positività e gratificazione nello svolgimento di un particolare compito.

Questo concetto fu introdotto nel 1975 dallo psicologo Mihály Csíkszentmihályi nella sua Teoria del flusso, e si è poi diffuso in vari campi di applicazione della psicologia, come lo sport, la spiritualità, l’istruzione, o la seduzione.

Csíkszentmihályi, attraverso una matrice molto efficace, mostra che per raggiungere lo stato di flow nella realizzazione di un compito è necessario un equilibrio tra il livello di difficoltà associato al compito stesso e il livello di preparazione della persona.

Ecco che, allora, la magia del flow si realizza quando alla persona è richiesta la realizzazione di un compito che, in rapporto alle sue capacità e al suo livello di preparazione, non è ne troppo sfidante (anxiety) ne troppo poco (boredom).

flow

Nell’ambito dei miei corsi, siano essi di Lean Office o di Lean Manufacturing, amo spesso sottolineare che uno dei principali motivi per cui un’azienda e il suo personale dovrebbero scegliere di intraprendere un viaggio di miglioramento snello è il fatto che le metodologie e il pensiero Lean aiutano sia l’azienda a migliorare la propria competitività, sia il suo personale a vivere meglio le ore che passa al lavoro.

Come abbiamo già accennato in post precedenti, concetti come il bilanciamento dei carichi di lavoro, il coinvolgimento del personale nelle attività di miglioramento o anche semplicemente la creazione di un ambiente produttivo migliore grazie alle 5S sono tutti elementi che rendono l’applicazione del Lean una scelta che, facendo riferimento alla teoria dei giochi, sarebbe definibile come un equilibrio winwin tra azienda e personale.

Ecco spiegato il motivo per il quale il collegamento tra il concetto di flusso nel Lean Manufacturing e in Psicologia del lavoro mi pare ottimale e affascinante.

Sono inoltre convinto che, grazie alla standardizzazione dei processi, alle matrici delle competenze e a tanti altri elementi peculiari del modello snello, colui che si trovi ad operare in un contesto Lean sia messo in grado di sentirsi motivato in ogni momento della propria giornata, lavorando con un carico di lavoro adeguato e con compiti sfidanti al punto giusto.

Mi sono quindi divertito, nell’esercizio che trovate qui sotto, a collegare alcuni tra i diversi elementi distintivi dell’organizzazione snella agli elementi distintivi della persona operante in stato di flow.

Slide Flow.png

Sono convinto che, riflettendoci, oltre a quelli da me individuati voi potreste trovare anche molti altri elementi di collegamento: che ne pensate?

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Consulente e formatore in ambito Lean per SOGES S.p.A., sono inoltre docente a contratto di Lean Enterprise presso la Facoltà di Ingegneria Gestionale dell’Università Carlo Cattaneo (LIUC) di Castellanza (VA). Questo blog nasce per fornire il mio contributo alla diffusione della cultura lean in Italia, nella convinzione che per sopravvivere e prosperare in un mercato globale sempre più sfidante sia fondamentale che le nostre imprese interiorizzino queste metodologie e questo modo di pensare.

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