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tempura

Come promesso nel finale del post “Taylor is back!” dedicato al lean service, oggi ci dedichiamo all’approfondimento del Target Costing, un’interessante tecnica manageriale che aiuta a definire il costo di un prodotto nel modo più preciso possibile, sin dalle prime fasi della sua progettazione.

Ma prima di tutto: perché mai mi sono azzardato ad accostare un metodo di definizione dei costi ad un ottimo piatto di frittura tipico della cucina giapponese?

Perché entrambe queste soluzioni sono affascinanti esempi della capacità nipponica di imparare in modo approfondito concetti nati in occidente per poi riproporli in modo forte, facendoli propri.

Il parallelismo è presto spiegato.

Il Tempura è una ricetta che risale al 1500, periodo dei primi contatti tra i giapponesi e i marinai e monaci missionari portoghesi. I cattolici occidentali, durante la propria permanenza sull’isola nipponica, per mantenere fede al proprio credo religioso si astenevano dal cibarsi di carne durante i tre giorni iniziali di ogni stagione (mercoledì, venerdì e sabato). Durante questi periodi mangiavano solo verdure e pesce fritto e si dedicavano alla preghiera.

Questi quattro periodi erano chiamati in latino Quattro tempora: l’attuale piatto è quindi un riadattamento della tradizione culinaria portoghese, e il nome tempura deriva proprio dai tempora.

Allo stesso modo, la metodologia del Target Costing, che a livello mondiale è stata magistralmente applicata da grandi multinazionali nipponiche, è in realtà la rivisitazione/completamento di una serie di metodologie nate in occidente, quali la Value Analysis (che si origina in General Electric negli anni ’40), il Design to Cost e il Design to Life Cycle Cost (Stati Uniti, anni ’70 e ’80).

In aggiunta a questi elementi occidentali, completano e integrano l’approccio le tavole dei costi, uno strumento tutto nipponico i cui primi casi di adozione risalgono agli anni ’60 presso Toyota e Daihatsu.

target costing

Possiamo definire il Target Costing come una tecnica manageriale volta a guidare il processo di sviluppo di un prodotto/servizio verso la completa soddisfazione delle aspettative dei clienti e verso un costo che consenta di conseguire obiettivi di prezzo e profitto fissati anticipatamente lungo tutto il ciclo di vita del prodotto.

Il concetto molto forte alla base di questo approccio è di progettare il nuovo prodotto alla luce di un prezzo obiettivo che è stato definito come ottimale dal Marketing per il posizionamento dello stesso sul mercato. Un approccio molto utile in tempi come questi, nel quale la competitività sui costi è sempre più spinta in tutti i settori.

Rispetto alla logica tradizionale, la definizione del costo precede e guida la fase di progettazione, invece che esserne successiva e, almeno in parte, conseguente.

target approccio

La tecnica del Target Costing è piuttosto complessa; in questo primo post mi limito a cercare di trasmetterne il senso generale, se desiderate ulteriori approfondimenti vi invito a scrivermi e sarò lieto di dedicare a questa affascinante tecnica altri futuri focus.

target processo

La figura sopra sintetizza il processo generale di Target Costing.

Come si può vedere, l’impalcatura organizzativa su cui si basa la tecnica è il Concurrent Engineering, definibile come un approccio organizzativo integrato basato su team interfunzionali per lo sviluppo dei prodotti.

All’interno di questo approccio troviamo lo specifico strumento delle tavole dei costi, definibili come dei modelli di aggregazione dei dati che costituiscono dei sistemi di preventivazione sviluppati specificatamente per aiutare la direzione aziendale a prevedere gli effetti di alcune scelte alternative.

Grazie a questi modelli, infatti, la valutazione dei costi è correlata ad aspetti tecnici e a caratteristiche del prodotto.

target funzioni

Normalmente le tavole dei costi sono raggruppabili in tre categorie, o livelli, in relazione al grado di dettaglio che sono in grado di raggiungere, ed al momento di utilizzo all’interno del processo di sviluppo del prodotto:

target bianchi

Il livello di dettaglio e la precisione delle informazioni e dei dati contenuti nelle tavole dei costi è crescente andando dal primo (informazioni a carattere più generale necessarie nelle fasi iniziali del processo di sviluppo per effettuare velocemente molte valutazioni di massima) al terzo livello (informazioni necessariamente più specifiche e precise poiché necessarie per valutazioni lungo le fasi finali del processo di sviluppo del prodotto).

Oltre ad aiutare l’azienda a definire un prezzo maggiormente allineato con le esigenze del mercato, le tavole dei costi consentono di guidare meglio le decisioni tecniche sin dalla fase di sviluppo prodotto, poiché aiutano a prevedere in modo più preciso i costi che ci si troverà a sostenere.

Come è noto, infatti, le opportunità di riduzione dei costi si riducono col passare del tempo lungo il processo di sviluppo mentre aumentano i costi di eventuali modifiche.

Il 90-95% del costo totale di un prodotto industriale è infatti predeterminato nelle fasi di R&S, Progettazione e Sviluppo.

target grafico

E quanto a voi? Nelle vostre aziende si adotta qualche strumento simile alle Tavole dei Costi per guidare il processo di sviluppo del prodotto?

Riterreste utile farlo?

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Consulente e formatore in ambito Lean per SOGES S.p.A., sono inoltre docente a contratto di Lean Enterprise presso la Facoltà di Ingegneria Gestionale dell’Università Carlo Cattaneo (LIUC) di Castellanza (VA). Questo blog nasce per fornire il mio contributo alla diffusione della cultura lean in Italia, nella convinzione che per sopravvivere e prosperare in un mercato globale sempre più sfidante sia fondamentale che le nostre imprese interiorizzino queste metodologie e questo modo di pensare.

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