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Visto il successo del suo recente post “Quando Deming incontra Kotler” ho chiesto ad Alex di continuare a contribuire ad “I Think Lean” con un ulteriore approfondimento.

Questo suo secondo post completa gli interessanti spunti che ci aveva fornito nel primo con delle vere e proprie linee guida operative per l’applicazione pratica dei concetti di Lean Marketing. Si parla anche di Scrum, framework visual per la gestione del ciclo di sviluppo del software a cui in futuro dedicheremo sicuramente un post ad hoc, e di monitoraggio giornaliero dei processi in ottica di lean management.

Grazie mille Alex, ti lascio con piacere la parola.

 

Dove eravamo rimasti? Ah sì, giusto: al famoso aperitivo tra l’ing. Deming e il prof. Kotler, con il primo che terminava la conversazione con un invito: “Vieni a trovarmi nel mio studio, domani. Abbiamo molto di cui parlare…”

Volete sapere che cosa si sono detti? Ebbene, grazie ad un sofisticatissimo meccanismo di intercettazione ambientale (abbiamo pagato profumatamente la segretaria di Deming per origliare alla porta), possiamo svelarvi in esclusiva i contenuti della conversazione…

 

Gli elementi del Lean Marketing

Come hanno avuto modo di definire Deming e Kotler nel loro “incontro”, il processo di Lean Marketing ruota attorno ad alcuni, fondamentali processi:

  • L’identificazione delle buyer personas (rappresentazioni generalizzate del cliente ideale) per evitare sprechi di energie in termini di comunicazione, capire i clienti attuali e identificare quelli potenziali

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  • Un processo di marketing che prevede l’analisi di informazioni e l’apprendimento adattivo in maniera iterativa
  • Un processo di approvazione ben definito per la pubblicazione e il lancio di pilot, test, micro-campagne e altre prove.

Il Lean Marketing è perciò caratterizzato da continue interazioni: si dà vita a piccole idee, che vengono lanciate velocemente sul mercato, di cui si misurano i risultati e dai quali si acquisiscono gli opportuni insegnamenti.

Sì ma…come? Seguendo 8, semplici princìpi.

 

I principi del Lean Marketing

  1. Organizzare per progetto

La Lean Methodology utilizza spesso dei termini che provengono dal mondo dello sport, prendendo a prestito e sottolineando la velocità e l’orientamento di squadra di questa tipologia di approccio.

Scrum (termine proveniente dal rugby che descrive come si raggruppa insieme la squadra per muovere la palla attraverso il campo) viene utilizzato per descrivere il piccolo e focalizzato team di soggetti che partecipa ad un determinato progetto, anche detto Sprint.

scrum-master

Seguendo questa metodologia, si suddivide il macro-progetto in tanti piccoli sotto-progetti che possono essere completati in un breve periodo di tempo, ovvero nel tempo di uno sprint.

Questo non significa che il macro-progetto perde d’importanza: solo, lo si segmenta in tanti piccoli pezzetti per far sì che sia più semplice arrivare all’obiettivo finale, anche alla luce dei potenziali cambiamenti del mercato.

  1. Strutturare lo Scrum Team

Lo Scrum Team è composto da un coordinatore di progetto e da altri suoi collaboratori.

Il coordinatore si occupa della definizione dell’obiettivo del proprio progetto e dell’identificazione e gestione di tutte le attività necessarie per raggiungerlo, facendo attenzione a soddisfare le esigenze degli stakeholder (clienti, sales team, CEO, ecc).

scrum

Ogni progetto dovrebbe essere portato a termine dalle sole persone che compongono il team designato, senza il coinvolgimento di nessun altro poiché qualsiasi dipendenza dall’esterno potrebbe bloccare i progressi dell’intero progetto.

  1. Mantenere un backlog

Avere un backlog  aiuta a dare priorità alle attività da svolgere, aiutando così a focalizzarsi maggiormente sul progetto.
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  1. Creare delle user stories

Una user story descrive le caratteristiche del progetto a cui si sta lavorando. Viene definita user story perché esprime la prospettiva degli user, ovvero degli stakeholder. La user story dovrebbe anche definire criteri in base ai quali misurare il successo di un determinato progetto.

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Ad esempio, per un marketing team il soggetto della user story può essere rappresentato da un potenziale cliente o dal sales team.

  1. Pianificare uno Sprint

Pianificare uno Sprint significa che, per ogni progetto o attività presente nel tuo backlog, è necessario definire lo sforzo necessario per portarlo a termine, in modo da pianificare quali attività verranno realizzate nel prossimo Sprint.
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  1. Impegnarsi pubblicamente

All’inizio di ogni Sprint ogni team deve dichiarare pubblicamente il suo impegno nel progetto che andrà a realizzare, spiegandone le caratteristiche.

Successivamente, alla fine dello sprint, i team si riuniscono per mostrare il frutto del loro lavoro e riportare quali risultati sono stati raggiunti e quali obiettivi sono stati, invece, mancati. Questa dichiarazione pubblica garantisce l’onestà e la trasparenza dei team.

  1. Partecipare ai Daily Standup Meeting

Questi incontri sono estremamente importanti, dal momento che permettono di condividere informazioni tra i vari team: cosa è stato fatto, su cosa si sta lavorando e quali sono i principali problemi che bloccano le attività.

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Questo strumento non solo favorisce la collaborazione tra i membri dei vari team attraverso la condivisione di idee o insegnamenti, ma fa anche sì che questi si sentano responsabili di raggiungere qualcosa ogni giorno, garantendo una maggiore focalizzazione e un maggior impegno.

  1. Organizzare report giornalieri

Un esempio è rappresentato dalla burndown chart, una tabella che illustra i progressi giornalieri per ogni progetto mostrando le attività compiute e quelle ancora da portare a termine. Questo strumento permette di capire se ci sono ritardi o meno nel completamento delle attività.
ReleaseBurnDown


Concludendo: a chi si rivolge il Lean Marketing?

In definitiva, se siete:

  • Marketing team
  • Chief Marketing Officer
  • Fondatori di startup
  • Marketing manager che hanno necessità di generare risultati
  • Business manager
  • CEO che desiderano mantenere un approccio focalizzato sul ROI nella gestione della loro organizzazione

e se vi è piaciuto il concetto di fondo del Lean Marketing, il consiglio è di iniziare seriamente a pensare a come introdurre questa metodologia all’interno della vostra attività.

I risultati non tarderanno ad arrivare e, soprattutto, potrete iniziare anche voi a diminuire i discorsi fuffeggianti sui risultati a favore di pavoneggiamenti numerici concreti, alla stregua dei vostri colleghi del commerciale e dell’amministrazione e finanza 😉

 

Concludo ringraziando nuovamente Matteo per lo spazio che mi ha concesso e te, che hai avuto la pazienza di arrivare a leggere fino a qui 😉 Alla prossima!

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Consulente e formatore in ambito Lean per SOGES S.p.A., sono inoltre docente a contratto di Lean Enterprise presso la Facoltà di Ingegneria Gestionale dell’Università Carlo Cattaneo (LIUC) di Castellanza (VA). Questo blog nasce per fornire il mio contributo alla diffusione della cultura lean in Italia, nella convinzione che per sopravvivere e prosperare in un mercato globale sempre più sfidante sia fondamentale che le nostre imprese interiorizzino queste metodologie e questo modo di pensare.

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