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“Auto-organizzazioni: Il mistero dell’emergenza nei sistemi fisici, biologici e sociali” di De Toni, Comello e Ioan è un testo che indaga in modo molto rigoroso i sorprendenti principi comuni alla base di molti fenomeni emergenti che non possono essere completamente spiegati facendo solo riferimento alle proprietà delle singole componenti che li formano.

In molti fenomeni del mondo fisico, biologico e sociale, l’organizzazione non è imposta ma nasce spontaneamente dalle interazioni locali delle parti costituenti, diventando così auto-organizzazione.

Piante, animali, popolazioni e mercati sembrano creati dalla mente di un progettista, ma in realtà sono fenomeni che emergono dal basso.

libro

Quello dell’auto-organizzazione è infatti uno dei misteri più affascinanti della scienza. Tra i molteplici e interessanti esempi citati dagli autori vi sono, ad esempio, quello dell’acqua e quello della vita stessa:

“Il sistema auto-organizzato crea: emergono nuove proprietà. Novità, sorpresa, quasi magia. L’acqua, per esempio. Una molecola di H2O: niente di molto complicato, comportamento regolato da ben note equazioni della fisica atomica. Ma molti miliardi di miliardi di molecole di H2O in uno stesso recipiente diventano, d’improvviso, una sostanza che luccica, gorgoglia e gocciola. Novità, sorpresa, quasi magia. Le molecole hanno acquistato collettivamente una proprietà (lo stato liquido) che nessuna di esse possiede singolarmente”.

h2o

“La vita stessa è una proprietà emergente. È il prodotto, complesso, di miriadi di molecole, del Dna e di proteine. Elementi, parti del tutto che obbediscono rigidamente alle leggi della chimica e della fisica. È possibile creare macchine che rispondono a quelle stesse leggi, eppure nessuna macchina vive. Non ancora”.

germoglio

Per dirla citando Aristotele, abbiamo auto-organizzazione tutte le volte in cui misteriosamente “Il tutto è maggiore della somma delle parti” e individuiamo proprietà emergenti non riscontrabili intrinsecamente negli elementi presi singolarmente perché manifeste soltanto a livello di sistema nel suo complesso.

Il testo è molto interessante ed estremamente complicato: sarebbe davvero troppo ambizioso cercare di fornirvi un’inquadratura completa dei tanti interessanti concetti in un singolo post e rischieremmo di andare fuori tema, essendo questo un blog dedicato al Lean.

Mi limiterò quindi a presentare gli intriganti collegamenti che gli autori fanno tra principi generali dell’auto-organizzazione e la filosofia organizzativa snella.

Per prima cosa, confutano il tradizionale assunto secondo il quale all’interno della progettazione organizzativa esista un trade off tra “emergenza” e “progettazione”, tra bottom-up e top-down, secondo il quale per stimolare uno si dovrebbe rinunciare all’altro.

“Razionalità e organizzazione restano princìpi distinti, che possono integrarsi o prodursi reciprocamente ma che restano separati da una differenza sostanziale: l’organizzazione non coincide con la razionalità, perché essa può essere prodotta dall’azione consapevole di qualche soggetto ma può anche emergere, inconsapevolmente, da processi evolutivi di tipo spontaneo, che restano privi di coscienza soggettiva. Lo abbiamo ben visto: ogni organizzazione è anche un’auto-organizzazione”.

Ecco allora che, secondo gli autori, saper progettare modelli organizzativi che favoriscano i processi emergenti dal basso diventa un fattore strategico per la gestione delle imprese del futuro.

Proprio in questo punto del libro vi è un preciso riferimento alla filosofia Lean, definita come un modello di innovazione manageriale inteso come capacità di gestire persone e risorse e le interrelazioni tra queste in un modo che nessuno ha mai fatto.

Sempre facendo riferimento a Toyota, gli autori sottolineano come questo tipo di innovazione sia quello più altamente difendibile poiché, prima che una tecnica, è una vera e propria filosofia organizzativa. Proprio per questo i concorrenti del mondo automotive hanno sempre faticato ad imitare completamente il Modello Toyota.

Un altro interessante riferimento al Lean è poi presente nel capitolo in cui si parla della “sincronizzazione”, una particolare forma di auto-organizzazione.

Gli autori iniziano sottolineando come, in natura, sia possibile notare moltissimi fenomeni di sincronizzazione, pur in assenza di un direttore d’orchestra. Per spiegare questo affascinante concetto fanno riferimento al libro del 2003 “Sync” del matematico statunitense Steven Strogatz, citandone l’affascinante premessa:

«Al cuore dell’universo c’è un battito continuo e insistente: il suono dei cicli sincronizzati. Pervade la natura a ogni scala, dal nucleo al cosmo. Ogni notte, lungo i fiumi della Malesia, migliaia di lucciole si riuniscono nelle paludi e lampeggiano all’unisono, senza alcun leader o suggerimenti dall’ambiente. Trilioni di elettroni marciano compatti in un superconduttore, facendo sì che l’elettricità fluisca attraverso di esso senza resistenza. Anche i nostri corpi sono sinfonie di ritmo, mantenuti in vita dall’inesorabile, coordinata alimentazione di migliaia di cellule pace-maker nei nostri cuori. In ogni caso, questa sincronia appare spontaneamente, come se la natura avesse un misterioso desiderio d’ordine».

Dopo decenni di studi scientifici, questa capacità quasi magica delle lucciole di pulsare insieme all’unisono è stata definita  come il fenomeno della circolarità auto-rinforzante: le lucciole, in qualche modo, aggiustano i loro ritmi rispondendo agli scintillii delle vicine e a piccoli gruppi si allineano progressivamente verso un unico ritmo.

Ciascuna di loro invia e riceve continui segnali nel vicinato, spostando i ritmi delle altre e modificando i propri: la sincronia emerge spontaneamente, dal basso, senza leader. Il fenomeno della circolarità auto-rinforzante è in grado di spiegare molti altri fenomeni naturali di questo tipo, che all’apparenza risulterebbero inspiegabili.

Un’interessante analogia col mondo naturale porta gli autori a citare fenomeni di sincronizzazione anche nel mondo del sociale, citando l’esempio delle squadre di calcio di successo in cui al culmine della trance agonistica gli undici giocatori si trasformano in un tutt’uno che si muove a pressare gli avversari, difendere e contrattaccare.

squadra

Concludono infine con l’esempio delle eccellenze Lean:

“Se lavorate in un’azienda, ben conoscete il momento in cui i flussi finalmente funzionano senza intoppi, come teorizzato dal Just in Time tramite il Kanban, tecnica di movimentazione dei materiali che permette la sincronizzazione tra quanto richiesto a valle da un reparto di assemblaggio e quanto lanciato a monte dal reparto di produzione”.

Dunque non mancano interessanti riferimenti al Lean dentro a questo testo estremamente colto, che spazia dalla fisica alla biologia sino alle scienze sociali e all’organizzazione, e che consiglio a tutti di leggere poiché ricco di spunti di riflessione notevoli sia su temi organizzativi che su tematiche di più ampio respiro.

 

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Consulente e formatore in ambito Lean per SOGES S.p.A., sono inoltre docente a contratto di Lean Enterprise presso la Facoltà di Ingegneria Gestionale dell’Università Carlo Cattaneo (LIUC) di Castellanza (VA). Questo blog nasce per fornire il mio contributo alla diffusione della cultura lean in Italia, nella convinzione che per sopravvivere e prosperare in un mercato globale sempre più sfidante sia fondamentale che le nostre imprese interiorizzino queste metodologie e questo modo di pensare.

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