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Cari amici, è il primo post dell’anno, per prima cosa vi auguro quindi un magnifico 2020!

Per cominciare bene l’annata ho pensato di riprendere il discorso che avevo lasciato in sospeso lo scorso anno riguardante l’approfondimento della colonna del Just In Time all’interno del modello lean.

Nel 2019 ho infatti dedicato a questo fondamentale aspetto del modello ben due post di approfondimento, uno riguardante l’effetto Bullwhip e l’impatto delle soluzioni logistiche lean su quest’ultimo (birre fruste e cartellini) ed un altro riguardante l’approfondimento del milk run come soluzione per migliorare la logistica interna accrescendo la flessibilità del proprio modello produttivo (come dimensionare il milk run interno).

Il post di oggi si ricollega ai due precedenti ed ha l’obiettivo di approfondire l’utizzo del milk run verso i fornitori esterni.

Come ho già fatto nell’occasione del post sul milk run interno traduco, commento e integro in base alla mia esperienza un bellissimo articolo del professore e consulente tedesco Christoph Roser, curatore del blog “All About Lean”. Lo trovate in originale al seguente indirizzo: https://www.allaboutlean.com/external-milk-runs/ . Da qui in poi, quindi, parola al Professor Roser.

CARATTERISTICHE DEL MILK RUN ESTERNO

Prima di tutto occorre essere consapevoli del fatto che vi sono alcune caratteristiche del milk run esterno che lo differenziano rispetto all’omologo interno. Il milk run esterno è infatti legato al trasporto di materie prime e componenti dai fornitori verso il proprio stabilimento produttivo. L’utilizzo di camion che si muovono lungo la rete stradale pubblica accresce il grado di variabilità da gestire rispetto al giro logistico interno, costringendoci a fare i conti con le differenti condizioni del meteo e del traffico.

Un percorso logistico progettato per durare due ore in condizioni di traffico e meteo regolari potrebbe infatti richiedere il doppio del tempo in caso di neve o di ingorghi stradali.

FONTE: https://www.inforicambi.it/ricambi-truck/catene-da-neve-per-camion-guida-acquisto_13826.html

FONTE: https://www.ilnordestquotidiano.it/2017/10/05/una-sperimentazione-viabilistica-in-tirolo-crea-ingorghi-di-tir-in-italia-e-germania/

Di conseguenza non potete dimensionare il vostro milk run basandovi esclusivamente su di un’ipotesi di condizioni di percorrenza regolari. Questo significa dimensionare il buffer in stabilimento non solo in relazione alla cadenza di rifornimento del vostro giro logistico ma anche in relazione ai possibili ritardi legati ai due fattori sopra citati.

Una seconda fondamentale differenza sta nel fatto che generalmente il milk run interno preleva materiali da una sola posizione (il magazzino interno o l’area di ricezione materiali, nel caso di flussi di approvvigionamento molto tesi) e li posiziona in più punti dello stabilimento diversi. Il milk run esterno invece opera esattamente in modo opposto, prelevando materiali da più punti di prelievo (fornitori) e scaricandoli in uno solo (area di accettazione dello stabilimento).

Affinché il milk run esterno funzioni efficacemente è necessario che i punti di prelievo (gli stabilimenti fornitori) siano tutti relativamente vicini, in modo da poter organizzare un giro che si chiuda nell’arco di 2 o 3 ore. Inoltre, un’importante regola empirica suggerisce di limitare il numero delle fermate a 4 o 5, per non accrescere eccessivamente il grado di variabilità da gestire nell’ambito del giro.

Detto questo il calcolo di dimensionamento del milk run esterno è per certi versi simile a quello che si effettua per il milk run interno, presentato nel relativo post

Il concetto base è che dovete dimensionare un buffer sufficientemente alto da coprire il fabbisogno del vostro stabilimento fino al successivo giro logistico.

Una differenza significativa tra le due soluzioni consiste invece nel fatto che se per il segnale di riapprovvigionamento materiali del milk run interno, soprattutto in stabilimenti di dimensioni ridotte, può essere sufficiente fare ricorso a soluzioni visual (es. kanban) per il milk run esterno è necessario integrare tali soluzioni con soluzioni informatiche che consentano di comunicare l’esigenza di riapprovvigionamento al fornitore (es. portale elettronico condiviso, kanban elettronico, ecc..).

TEMPI DA CONSIDERARE PER IL DIMENSIONAMENTO DEL BUFFER

Le tempistiche da considerare per il dimensionamento del buffer di un milk run esterno sono quindi le seguenti:

  • Il tempo di raccolta, elaborazione e trasmissione a fornitore dell’informazione relativa al consumo di un contenitore standard di sua pertinenza
  • Il tempo massimo di attesa del prossimo giro logistico da parte del fornitore (incluso il tempo di carico dei materiali)
  • Il tempo necessario da parte della navetta per rientrare dal fornitore (inclusivo dei tempi di scarico e di accettazione)

 

FONTE: https://www.allaboutlean.com/external-milk-runs/

 TIPI DI CAMION

I tipi di camion più diffusi in Italia e in Europa hanno i portelli di apertura sul retro. Sono più facili da costruire, ma limitanti dal punto di vista delle operazioni di carico e scarico. Infatti nel caso in cui dobbiate prelevare un materiale nel fondo del piano di carico vi troverete costretti a scaricarne una buona parte per riuscire ad accedervi.

I mezzi ideali per il milk run, che ne velocizzano le frequenti fermate e i processi di carico e scarico sono quelli caricabili lateralmente. Questi mezzi con apertura “ad ala di gabbiano” sono estremamente comuni in Giappone ma a quanto pare il loro utilizzo in Europa è fortemente limitato dalle normative europee di assicurazione dei carichi.

Dal punto di vista logistico è un peccato perché questo tipo di mezzi facilità sia la restituzione dei contenitori vuoti del milk run al fornitore di riferimento sia lo scarico del mezzo in ottica “just in sequence”, cioè cadenzata rispetto alla sequenza di consumo prevista dal proprio stabilimento (fondamentale per i componenti gestiti in logica “syncro”).  

Per quanto concerne la dimensione rispetto alla logica tradizionale di investire in un camion molto grande per sfruttare più possibile il viaggio ove possibile si suggerisce di investire in mezzi più piccoli, che possano effettuare giri logistici più frequenti consentendo di ridurre il livello medio delle scorte necessarie nel proprio stabilimento.

FORNITORI LONTANI

Come suggerito da Michael Baudin nel suo “Lean Logistics” per la gestione dei fornitori distanti ci sono almeno tre possibili soluzioni:

1. Creazione di un magazzino di appoggio locale

E’ possibile organizzare un magazzino locale di appoggio che riceva le consegne dei fornitori più distanti. Con questa configurazione il nostro milk run finale preleverà giornalmente dal magazzino locale che a sua volta gestirà il proprio riapprovvigionamento con una logica di punto di riordino (basata sui tempi di consegna di ciascun fornitore distante). Oltre a questo assetto però prendete anche in considerazione la possibilità di organizzare consegne dirette direttamente dagli stabilimenti dei fornitori più distanti verso il vostro.

2. Milk run remoto + magazzino intermedio

Se i fornitori distanti a cui vi appoggiate sono situati tutti nella stessa area potete invece prendere in considerazione di organizzare un milk run di raccolta presso un magazzino intermedio da cui organizzare una spedizione diretta verso il vostro stabilimento.

3. Milk run su lunga distanza

La terza possibilità che avete consiste nell’organizzare un milk run su lunga distanza. Il punto debole di questa soluzione è che maggiore è la distanza maggiore sarà la durata del giro e più alto sarà di conseguenza il buffer di copertura da tenere presso il vostro stabilimento.

Un milk run con una frequenza di due giorni per esempio rispetto a un milk run con una frequenza di due ore, comporterà un buffer 24 volte più alto se si lavora a ciclo continuo o 8 volte più alto se si lavora su un solo turno.

L’utilizzo di più navette sullo stesso giro può in parte ridurre il problema, ma purtroppo non in modo direttamente proporzionale. Infatti l’utilizzo di più navette riduce solamente il tempo di attesa del successivo giro logistico. Per approfondimenti al riguardo suggerisco di fare riferimento al seguente post di Christoph Roser https://www.allaboutlean.com/milk-run-faq/

Ovviamente per i milk run su lunga distanza è necessario anche tenere presenti i tempi obbligatori di riposo degli autisti, che contribuiscono ad accrescere ulteriormente la durata del giro logistico. Se avete dei clienti e fornitori vicini tra di loro, può invece essere interessante creare un milk run misto che gestisca sia i ritiri che le consegne. Vi sono insomma molte opzioni per organizzare milk run anche su percorsi lunghi, e di caso in caso è necessario studiare in dettaglio quelle più idonee.

SEQUENZA DI RITIRO E CONSEGNA

Nel considerare le differenti opzioni che avete per la gestione del milk run la prima domanda da porvi è la seguente: mirate alla distanza di viaggio minore o al tempo di percorrenza minore?

Il mio suggerimento è ovviamente quello di mirare al tempo di percorrenza più ridotto, perché la velocità di approvvigionamento del vostro stabilimento vale sicuramente di più rispetto al fatto che la vostra navetta percorra qualche chilometro in più o in meno.

La nostra introduzione al tema del milk run esterno finisce qui.

Tenete in mente che il milk run è una soluzione sensata solo per codici di classe A in volume, cioè che consumate tutti i giorni in quantità considerevoli. Per i codici di classe C il milk run potrebbe non rivelarsi lo strumento più adatto. Nella pratica però accade stesso che lo stesso fornitore ci fornisca sia codici di classe A che di classe C, e questo consente di gestire attraverso il milk run anche questi utlimi.

Cari lettori per oggi è tutto, spero di essere riuscito a fornivi un po’ di valore aggiunto sul tema, alla prossima!

References

AllAboutLean.Com

https://www.allaboutlean.com/external-milk-runs/

Consulente e formatore in ambito Lean per SOGES S.p.A., sono inoltre docente a contratto di Lean Enterprise presso la Facoltà di Ingegneria Gestionale dell’Università Carlo Cattaneo (LIUC) di Castellanza (VA). Questo blog nasce per fornire il mio contributo alla diffusione della cultura lean in Italia, nella convinzione che per sopravvivere e prosperare in un mercato globale sempre più sfidante sia fondamentale che le nostre imprese interiorizzino queste metodologie e questo modo di pensare.

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